Guerra in Iran, rischi concreti per energia, export e costi delle imprese

 

La crescente tensione internazionale legata al conflitto in Iran rischia di avere effetti significativi anche sull’economia italiana e sul sistema delle micro e piccole imprese. A lanciare l’allarme è Confartigianato Imprese Grosseto, che evidenzia possibili ripercussioni legate all’aumento dei costi energetici, alla volatilità dei mercati e alle difficoltà nelle esportazioni.

 

Secondo Confartigianato, il Medio Oriente rappresenta un’area strategica per l’export italiano: nel 2025 le esportazioni manifatturiere hanno raggiunto i 27,8 miliardi di euro (+7,9%), di cui oltre 8,6 miliardi legati alle produzioni delle micro e piccole imprese.

 

Particolarmente rilevante è il tema della sicurezza energetica: nel 2025 l’Italia ha importato dal Medio Oriente quasi 16 miliardi di euro di petrolio e gas, pari a oltre il 27% del totale. Un aggravarsi del conflitto potrebbe quindi determinare nuovi aumenti dei prezzi dell’energia e dei carburanti, con impatti diretti sui costi di produzione.

 

“Le micro e piccole imprese – sottolinea Mauro Ciani, segretario generale – sono le più esposte, avendo margini ridotti e minori strumenti per assorbire aumenti improvvisi. È fondamentale che le istituzioni monitorino attentamente la situazione e intervengano per evitare ulteriori shock energetici”.

 

Confartigianato richiama infine la necessità di rafforzare le politiche a sostegno della competitività, della sicurezza energetica e dell’internazionalizzazione, a tutela di un sistema produttivo fondamentale per l’economia del Paese.